Teroldego “Sgarzon” Elisabetta Foradori – IGT 2015

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Lo “Sgarzon” proviene da vigneti dei comuni del Campo Rotaliano, nella Valle d’Adige. I terreni sono di origine alluvionale, con prevalenza di sabbia. Il vigneto, interamente biodinamico, è formato da una parcella di 2,5 ettari totali. La fermentazione è avvenuta con lieviti indigeni in tinaja (anfora proveniente dalla Spagna), con macerazione sulle bucce per 8 mesi.

Produttore: Elisabetta Foradori
Regione: Trentino Alto Adige
Denominazione: Vigneti delle Dolomiti IGT
Vitigno: teroldego 100%
Tipologia: rosso
Annata: 2015
Colore: color rosso granato scuro
Bouquet: profumi intensi di frutta a bacca rossa (more e mirtilli), di spezie e di piccoli fiori selvatici, con una chiara traccia minerale.
Gusto: Al palato, si sviluppa grandissima freschezza e buon equilibrio. Rotondo e pieno, tannini ben amalgamati, si distende avvolgendo il palato con note fruttate e succose. Chiude lungo ed armonico.
Abbinamenti: formaggi stagionati , primi di carne, secondi di carne rossa
Temperatura di servizio: 16/18 °C
Grado alcolico: 12.5%
Contenuto della bottiglia: 750ml

Categoria:
 

Descrizione

La cantina Foradori è stata fondata nel 1939 a Mezzolombardo, in provincia di Trento. Elisabetta Foradori ha preso le redini dell’azienda nel 1984, dopo aver terminato gli studi alla scuola enologica di S. Michele all’Adige. Spinta da una forte passione e da un incondizionato amore per la propria terra, Elisabetta si è imposta sin dagli esordi di recuperare quella che è una delle varietà vitate autoctone più antiche della zona, il teroldego, cercando di mettere a punto dei modi per valorizzare quest’uva, e quindi renderla in grado di esprimere il territorio e il suo carattere più sincero e genuino. Al netto di tutto, ritroviamo etichette che rispondono ai nomi di “Morei”, “Sgarzon”, “Granato”, “Fontanasanta” e “Fuoripista”. Bottiglie in cui è racchiusa tutta la migliore essenza del territorio trentino, figlie di quella che è la più profonda conoscenza grazie alla quale si è arrivati a cogliere tutte le sottili differenze presenti in natura, arrivando allo stesso tempo anche a preservare al massimo il carattere del frutto e l’identità del luogo d’origine.

Triple A

“A” come Agricoltori – soltanto chi coltiva direttamente il vigneto puo` instaurare un rapporto corretto tra uomo e vite, ed ottenere un’uva sana e matura esclusivamente con interventi agronomici naturali
“A” come Artigiani – occorrono metodi e capacita` “artigianali” per attuare un processo produttivo viticolo ed enologico che non modifichi la struttura originaria dell’uva, e non alteri quella del vino
“A” come Artisti – solamente la sensibilita` “artistica” di un produttore, rispettoso del proprio lavoro e delle proprie idee, puo` dar vita ad un grande vino dove vengano esaltati i caratteri del territorio e del vitigno